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Sali minerali – Funzionamento e comportamento nelle piante

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Sali minerali

Come lavorano e cosa fanno

Sali minerali nelle piante. Dopo aver trattato le sostanze organiche e inorganiche, passiamo adesso a dare un occhiata ai sali minerali e il loro funzionamento nelle piante.

  • Carbonio

Componente dell’organizzazione molecolare di carboidrati, proteine, lipidi e acidi nucleici.

 

  • Ossigeno

Come il carbonio è presente in tutti i composti organici delle entità biotiche.

 

  • Idrogeno

Svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo vegetale. E’ importante nel definire il bilancio ionico e come principale agente dei processi di riduzione. E’ fondamentale nelle relazioni energetiche cellulari.

 

  • Azoto

E’ parte integrante di molti composti organici essenziali per la vita delle piante quali proteine acidi nucleici, ormoni, clorofilla, vitamine ed enzimi.

 

  • Fosforo

Ha un ruolo primario nei meccanismi di trasferimento dell’energia. E’ necessario per la germinazione dei semi, per la fotosintesi, per la formazione delle proteine e per quasi tutti i processi di crescita e metabolici della pianta.

 

  • Potassio

Necessario per la sintesi dei carboidrati. Partecipa ai meccanismi di regolazione osmotica e ionica. E’ indispensabile per il mantenimento della conformazione attiva di molti sistemi enzimatici. E’ coinvolto nella traslocazione dei prodotti della fotosintesi.

 

  • Calcio

E’ indispensabile per la divisione e la distensione cellulare. Per la sua capacità di legarsi agli acidi poligalatturonici (pectine) gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari.

 

  • Magnesio

Entra nella struttura molecolare della clorofilla. Attiva numerosi sistemi enzimatici ed in particolare quelli legati al metabolismo del fosforo. Agisce sulla nutrizione azotata, favorendo la sintesi delle proteine.

 

  • Zolfo

Elemento strutturale di amminoacidi, proteine e vitamine. Come il fosforo, può essere coinvolto negli scambi di energia nelle cellule vegetali.

 

  • Sodio

E’ coinvolto nella regolazione del tono osmotico e del bilancio ionico delle cellule.

 

  • Ferro

Cofattore ezimatico, partecipa alla sintesi della clorofilla  nei cloroplasti. Regola i meccanismi di crescita delle giovani piante.

 

  • Manganese

Cofattore enzimatico nei processi di fotosintesi, respirazione e metabolismo dell’azoto. Interviene nella biosintesi di alcuni complessi vitaminici e delle Auxine.

 

  • Zinco

Cofattore enzimatico. E’ essenziale per il metabolismo dei carboidrati, per la sintesi delle proteine e per l’allungamento degli internodi negli steli.

 

  • Rame

Si ritrova in numerosissimi enzimi, E’ coinvolto nei processi di ossidoriduzione ed in particolare nel trasporto degli elettroni e nella fotosintesi.

 

  • Boro

E’ necessario nella formazione delle pareti cellulare, per l’integrità delle membrane biologiche e per l’assorbimento del calcio. Può favorire la traslocazione degli zuccheri e degli ormoni. Controlla i processi di fioritura, di germinazione del polline, di fruttificazione e distensione cellulare.

 

  • Molibdeno

Cofattore enzimatico nel processo di ossidoriduzione dell’azoto.

 

  • Cloro

Interviene nella fotolisi dell’acqua. Contribuisce a mantenere l’equilibrio elettrochimico delle cellule. In alcune piante agisce come controione del potassio nel processo di regolazione dell’apertura stomatica.

 

  • Silicio

Elemento utile e indispensabile per le piante. Partecipa all’organizzazione strutturale delle pareti cellulari. In alcune piante incrementa la resistenza alle infezioni fungine.

 

  • Cobalto

Essenziale nel processo di fissazione dell’azoto.

 

  • Nichel

Favorisce l’assorbimento del ferro e la germinazione dei semi.

 

  • Vanadio

Può sostituire il Molibdeno nella fissazione biologica dell’azoto.

 

Altri articoli: Link

Nutrimenti delle piante

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Nutrimenti delle piante

Guida ai composti per la coltivazione.

Nutrimento delle piante

Cominciamo il capitolo nutrimenti e fertilizzanti con questo articolo sui tipi di composto e quale scegliere in base al vostro sistema di coltivazione.

Le piante, così come tutti gli organismi che effettuano la fotosintesi clorofilliana, sono in grado di sintetizzare le molecole organiche necessarie a tutte le fasi del proprio metabolismo a partire da sostanze inorganiche, che sono gli elementi essenziali per le piante.

Poiché si tratta di sostanze inorganiche, si parla anche di nutrizione mineraria.

Fatta eccezione per il carbonio, prelevato dall’atmosfera con l’ingresso di CO2 negli stomi, le piante assorbono nutrienti e acqua dal suolo con un complesso fenomeno di assorbimento.

 

Esistono differenti tipi di Composti per la nutrizione delle piante.

  • Composti Organici;
  • Composto Inorganici;
  • Composti Organo/minerali,composti da entrambe le matrici.

 

Composti organici e inorganici

In natura esistono due tipi di composti: organici e inorganici.

I composti Inorganici sono costituiti da minerali cioè l’acqua, basi, sali, anidride carbonica e acidi.

In sostanza si tratta dei Sali minerali compresi nella tavola periodica degli elementi; quelli utilizzabili dalla pianta sono in tutto 14.

I composti Organici o anche detti composti del carbonio, infatti sono i costituenti di tutti gli esseri viventi e più precisamente gli zuccheri, i lipidi, gli acidi nucleici e le proteine.

Essi sono essenzialmente di origine animale o vegetale.

I composti organici sono costituiti da carbonio il quale forma l’impalcatura dei seguenti composti:

  • Fosforo;
  • Zolfo;
  • Idrogeno;
  • Ossigeno.

I primi due sono in minor quantità.

I composti organici formano delle sostanze che sono le molecole biologiche oppure dette biomolecole le quali si dividono rispettivamente in 4 gruppi principali:

  • Zuccheri;
  • Proteine;
  • Lipidi;
  • Acidi nucleici.

 

Composti Organici

L’utilizzo di composti organici ha sia vantaggi che svantaggi.

Un vantaggio sicuro dei concimi organici è che essi contengono materiale naturale che è

vantaggioso sia per le piante che del suolo.

I materiali naturali trovati nei fertilizzanti organici aiutano a migliorare la capacità di trattenere l’acqua del suolo e potenziare di conseguenza la sua struttura per aumentare la sua capacità di trattenere sostanze  nutritive.

Inoltre, i materiali organici incoraggiano l’attività microbica del terreno.

Questo gioca un ruolo importante nella ripartizione dei nutrienti che permette alle piante di assorbire i nutrienti.

I concimi organici tendono ad abbattere e a rilasciare le sostanze nutritive più lentamente, rispetto ai

concimi minerali; questo ne impedisce la lisciviazione.

Utilizzando i concimi organici, le acque sotterranee non saranno contaminate da sostanze nocive.

I concimi organici sono generalmente meno costosi di quelli inorganici in alternativa e possono essere

facilmente reperibili sul mercato.

Ci sono purtroppo anche degli svantaggi nell’’utilizzo dei fertilizzanti organici.

Questi materiali possono essere difficili da applicare rispetto ai fertilizzanti inorganici, a seconda del

materiale utilizzato.

I concimi organici tendono ad avere minore elementi nutritivi rispetto ai fertilizzanti inorganici; di

conseguenza dovrà essere applicato più prodotto al fine di ottenere la stessa quantità di nutrienti.

Inoltre, le proprietà di rilascio lento in realtà possono avere un effetto dannoso sulle piante.

Se le sostanze nutrienti da concimi organici non vengono rilasciate nel tempo necessario al

metabolismo della pianta, esse non li riceveranno durante il loro ciclo di crescita.

 

Composti Inorganici

I Composti inorganici sono ampiamente disponibili nel mercato di oggi.

Ci sono infatti varietà diverse che possono rendere difficile la scelta di quella migliore. Per effettuare una scelta saggia è necessario prima capire i componenti dei tipici fertilizzanti inorganici.

Ogni sacchetto di concime inorganico è generalmente etichettato con un set di tre numeri (NPK). Queste numeri rappresentano il rapporto tra azoto-fosforo-potassio.

Ad esempio, se si sceglie un concime inorganico che ha etichettato “6-4-3”, vuol dire che c’è il 6% di azoto, 4% di fosforo e 3% di potassio.

La restante percentuale è composto da materiale riempitivo e può contenere ulteriori sostanze nutritive. Questi materiali supplementari aggiunti, consentono all’utente di applicare il fertilizzante più uniformemente.

Gli elementi nutritivi di un terreno si distinguono in:

  1. Elementi ESSENZIALI:
    1. Carbonio
    2. Idrogeno
    3. Ossigeno
  1. Macroelementi PRIMARI con quantità superiori allo 0,1% nella materia secca della pianta:
    1. Azoto;
    2. Fosforo;
    3. Potassio
  1. Macroelementi SECONDARI (chiamati anche MESOELEMENTI) :
    1. Calcio;
    2. Magnesio;
    3. Zolfo
  1. Microelementi con quantità inferiori allo 0.1% nella materia secca della pianta:
    1. Boro;
    2. Cloro;
    3. Ferro;
    4. Rame;
    5. Manganese;
    6. Molibdeno;
    7. Zinco;
    8. Nichel.

 

 

Traspirazione e Guttazione – 3° e 4° Processo Biochimico

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23/10/2017

Completiamo con il terzo e il quarto processo biochimico della pianta:
Traspirazione e Guttazione.

Traspirazione (wiki)

La Traspirazione è il processo mediante il quale avviene la perdita di vapore acqueo dalla superficie fogliare o dal tessuto organico a contatto con l’ambiente esterno.

Come

Dalle radici l’acqua viaggia attraverso gli xilemi sino alle foglie, che fungono come una specie di valvola del sistema idrico della pianta.
Il vapore fuoriesce per lo più attraverso gli stomi e la quantità in uscita è direttamente proporzionale all’apertura degli stomi.
L’acqua, dopo il processo interno di vaporizzazione, attraversa gli spazi intercellulari e fuoriesce per circa il 90% dalla lamina fogliare attraverso l’apertura degli stomi (analogamente ai pori sudoriferi); il restante viene espulso tramite piccole aperture sul fusto.

In questo processo l’acqua si muove secondo Gradienti di potenziale idrico; in sostanza dipende dalla pressione che riceve la foglia dall’esterno (strettamente legata alla percentuale di UR) e la spinta verso l’esterno della foglia stessa.
Di grande importanza per questo processo è la VDP (Deficit di Pressione di Vapore) dell’atmosfera, legata strettamente alla percentuale d’umidità relativa e la temperatura.
La variazione di queste grandezze da luogo al Tasso di Traspirazione, risultato del rapporto tra VDP dell’atmosfera e stato idrico della pianta.

Guttazione
Il quarto ed ultimo processo biochimico è la Guttazione.

Esso avviene quando il processo della traspirazione si blocca o rallenta a causa dell’eccessiva umidità atmosferica.
Le piante, non riuscendo ad espellere il vapore acqueo prodotto, espellono direttamente gocce d’acqua attraverso le foglie.
In alcuni casi questo può avvenire anche con un assorbimento eccessivo d’acqua da parte delle radici.
Anche questo processo, come la respirazione, avviene tramite gli stomi.
C’è da aggiungere che non è sempre è solo acqua quella che viene espulsa, ma vi è la presenza anche di sali minerali in eccesso e sostanze tossiche per la pianta stessa.

Luca Pollice Verde

Idroponica.net
Luca Pollice Verde Ferrara
#lucapolliceverde

Respirazione – 2° Processo Biochimico

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23/10/2017

Ciao a tutti,
dopo la Fotosintesi passiamo alla Respirazione, secondo processo biochimico fondamentale per la crescita delle piante.

RESPIRAZIONE

Respirazione – Abbiamo parlato della Fotosintesi clorofilliana e di quanto sia importante per la creazione di zuccheri necessari ad alimentare la pianta.
Il processo inverso alla fotosintesi, viene chiamato Respirazione.

Cos’è

Essa utilizza le molecole di zucchero (oltre a grassi e proteine) e le distrugge grazie alla presenza di ossigeno liberando l’energia contenuta nei loro legami chimici e avviene in ogni parte della pianta e non solo come si crede in quelle non esposte alla luce.
Ogni cellula della pianta svolge questa funzione (non solo quelle delle foglie ma anche quelle del fusto, dei rami, delle radici) e avviene solo in presenza di ossigeno; anche se bisogna tenere bene a mente che la maggior attività respiratoria avviene nelle parti giovani (gemme e apicali) della pianta e diminuisce sulle parti in senescenza (vecchiaia). Inoltre tutto questo non vale durante il periodo di maturazione dove la respirazione è molto alta.

Periodo di buoio

La Respirazione, come detto, consuma ossigeno, quindi una pianta durante il suo periodo di buio sottrae ossigeno all’atmosfera rilasciando CO2. Per questo motivo viene sconsigliato di dormire in camere con la presenza di piante.
Da tenere in considerazione che oltre alla CO2, la Respirazione durante il suo processo libera nell’atmosfera anche l’acqua fattore importante che tratteremo più avanti.

Produzione

L’energia liberata durante questo processo alimenta il processo di creazione di composti organici complessi tra cui i più importanti:

1. Amminoacidi – dai quali si formeranno le proteine;
2. Acidi grassi – dai quali si formeranno i lipidi (grassi);
3. Acidi nucleici – macromolecole che formano il DNA e l’RNA
(depositari e trasmettitori delle informazioni genetiche);
4. Zuccheri vari – dai quali si formano zuccheri complessi, chiamati anche polisaccaridi (es. amido, cellulosa).

 

La velocità del processo di Respirazione delle piante è strettamente influenzato da alcuni fattori come:

1. Famiglia di appartenenza della pianta;
2. Età della pianta;
3. Habitat;
4. Condizioni ambientali :
a. Ossigeno; è l’elemento fondamentale della respirazione; un diminuire di tale concentrazione diminuisce la crescita della pianta.
b. Disponibilità o saturazione d’acqua che è direttamente collegata alla presenza di ossigeno nel medium; più è scarso l’apporto di ossigeno più è ristagnante (il che non è un beneficio per tutte le piante, anzi si potrebbe affermare il contrario).
c. CO2; un eccessiva presenza di CO2, limiterebbe il processo di Respirazione (conviene sempre trovare il giusto equilibrio nel rapporto O/CO2).
d. Temperatura; all’aumentare della temperatura aumenta il processo di respirazione aumentandone di conseguenza la reazione chimica; questo vale fino a 30° (a temperature superiori si attivano anche altri processi che verranno trattati successivamente); inoltre le basse temperature vengono utilizzate per conservare i raccolti proprio perché rallenta il processo di respirazione.
e. UR% e pressione – Sono fattori secondari per la respirazione ma un elevata pressione legata ad un’alta concentrazione di UR determina una bassa respirazione.

In conclusione possiamo dire che, con la Fotosintesi Clorofilliana, la Respirazione è il processo chiave del sostentamento della pianta. Serve essenzialmente a rifocillare la pianta rendendo disponibili le sostanze prodotte dalla lavorazione di materie organiche/minerali.

Luca Pollice Verde

Fotosintesi Clorofilliana – 1° Processo Biochimico

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23/10/2017
Ciao a tutti,
per tutti quelli appassionati che vogliono approfondire la materia della coltivazione, mi sembra doveroso partire dalle nozioni di base che aiutano a capire i processi delle piante e il loro metabolismo.
Cominciamo quindi con alcune nozioni di base e un pò di ripasso delle scuole elementari, che non fa mai male..

FOTOSINTESI CLOROFILLIANA

La fotosintesi clorofilliana è formata da:
• FOTO = luce
• SINTESI = processo chimico con uso di più sostanze
• CLOROFILLIANA = dalla parola CLOROFILLA che è una sostanza (pigmento) contenuta nelle foglie.
La fotosintesi clorofilliana è un processo biochimico molto importante, è la produzione di sostanze nutrienti per la pianta in presenza di luce e clorofilla.
Base e motore di questo processo è appunto la clorofilla, pigmento di colore verde che si trova sullo strato superficiale della foglia.
La foglia è come un laboratorio chimico; quando la luce colpisce le foglie, la clorofilla si attiva e trasforma l’anidride carbonica, l’acqua e i sali minerali assorbiti dalle radici in sostanze nutritive per la pianta (zuccheri e amidi) e ossigeno che viene espulso tramite i “pori” (stomi) delle foglie.

Come

Per esteso le foglie utilizzando la linfa grezza ricevuta dalle radici, assemblata a sua volta da acqua e Sali minerali, l’anidride carbonica contenuta nell’atmosfera e la luce del sole (fotoni) riuscendo a fabbricare il nutrimento per la pianta, cioè la linfa elaborata (composta da zuccheri) e producendo ossigeno.
La clorofilla come detto è un pigmento che da il colore verde alle foglie posta sullo strato superficiale delle foglie; una volta attivata la fotosintesi, grazie all’energia de sole che viene trattenuta dalla clorofilla, la linfa grezza e l’anidride carbonica presa dall’aria, vengono trasformati in zuccheri e amidi (linfa elaborata) di cui si nutrono le piante.
Durante questo processo, viene rilasciata nell’aria attraverso gli stomi l’ossigeno (processo risultante dall’elaborazione dell’H2O).

In breve

1. Le radici assorbono l’acqua (H2O) e i Sali minerali, formando la linfa grezza;
2. La linfa grezza sale dal fusto alle foglie;
3. Nelle foglie ci sono gli stomi che assorbono l’anidride carbonica presente nell’aria;
4. L’anidride carbonica e la linfa grezza si trasformano in linfa elaborata;
5. La linfa elaborata nutre la pianta;
6. La pianta durante il suo nutrimento consuma anidride carbonica e rilascia ossigeno nell’aria.

Luca Pollice Verde

Idroponica.net
Luca Pollice Verde Ferrara
#lucapolliceverde

Idroponica

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11/04/2017

Idroponica

Idroponica – Growshop online con il più vasto e professionale assortimento di articoli per la coltivazione e il giardinaggio indoor, come kit luce, sistemi idroponici, fertilizzanti, growbox e tutto il necessario per allestire growrooms di ogni dimensione a costi ridotti.

E’ una tecnica sicura pulita e quindi efficiente.
La chiave del successo è quindi data dal perfetto controllo dei valori di temperatura, conducibilità, acidità della soluzione e umidità.

E’ un metodo di coltivazione di piante in una soluzione d’acqua e nutrienti.

Il metodo può essere utilizzato con l’aiuto o senza di un mezzo inerte come pietre, sabbia, ghiaia o legno; infatti per definizione le piante crescono senza terreno.

Manuali

Per questo, nella sezione manuali e video troverete le migliori guide, con le istruzioni di montaggio, di utilizzo.

Inoltre, avrete a disposizione tante risorse utili e complete per operare in coltivazioni indoor e outdoor.

Coltivare in questa maniera è il miglior compromesso per ottenere grandi risultati in poco spazio!

Idroponica fai da te

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19/03/2016

Idroponica fai da te – Come Costruire un Sistema Idroponico

La coltivazione idroponica è molto usata oggi giorno perchè ha dimostrato di portare molti vantaggi per chi si cimenta nel praticarla. Quindi se volete provare a coltivare in idroponica e non volete spendere una cifra considerevole per un sistema idroponico già assemblato, alliora questa guida fa proprio al caso vostro.

Fasi di costruzione di un sistema per idroponica

Trovate un contenitore da utilizzare come serbatoio per esempio un secchio o una vasca in plastica. Il serbatoio deve essere verniciato di nero a prova di luce. Se fosse trasparente si consiglia di ricoprirlo con una busta di plastica nera o di verniciarlo. La luce non deve assolutamente passare attraverso il serbatioio per prevenire il formarsi di alghe. Le dimensioni del serbatoio sono lasciate a vostra discrezione.

Qualora fosse possibile,

utilizzare un aquario come serbatoio. Bisogna verniciarlo esternamente di nero per prevenire il passaggio di luce.

Prendete un metro e misurate la parte alta della vostra vasca, a questo punto bisogna procurarsi un pezzo di pilistirolo o di polionda e tagliatelo di circa 5cm più largo della vostra vasca. Per esempio se il vostro serbatoio misura 50x30cm allora tagliate il foglio di polistirolo o polionda 55x35cm. Esso si dovrà appoggiare sulla vasca (come se fosse un coperchio) senza cadere dentro.

Forate con un coltello o taglierino il pannello che appoggia sopra la vasca, in questi fori verranno messi i vasi che ospiteranno la piante. Il numero di piante dipende dalla grandezza della superficie del pannello, ricordatevi di lasciare uno spazio adeguato tra le piante in modo che possano ricevere una quantità di luce abbondante.

Bisogna forare il pannello in un angolo, il foro deve essere grande abbastanza per far passare il tubo di irrigazione e il filo per la pompa ad aria e quella ad immersione.

Ora connettere le pietre porose alla pompa ad aria ed appogiarle sul fondo della vasca. La pompa ad aria servirà ad ossiggenare la vostra soluzione. La potenza della pompa dipende dalla quantità della soluzione.

Ora dovete connettere la pompa ad immersione con il sistema di irrigazione. Il sistema di irrigazione è composto da un pezzo di tubo da giardino che va connesso alla pompa. A sua volta connettete il tubo da giardino con un tubo rigido di plastica nero, chiuso all’estremità da un tappo. Forate il tubo di plastica rigido nero, in corrispondenza dei vasi. Inserire dei tubicini più piccoli con dei gocciolatori che andranno a gocciolare nei vasi.

Riempite il serbatoio con acqua e fertilizzanti, appoggiate la pompa ad immersione sul fondo connessa al sistema di irrigazione e sistemate uniformemente le pietre porose sul fondo della vasca.

Set Up Sistema Idroponico

Riempita la vasca di circa 2/3 di soluzione e assicuratevi di misurare i litri che inserite nel serbatoio (per fertilizzare)

Inserire i vasi nei buchi fatti sul pannello del sistema. Riempirli con il substrato scelto (si consiglia dell’ argilla espansa con cubi rockwool)

Attivate la pompa ad aria ed il sistema di irrigazione attivando anche la pompa ad immersione

Posizionate il vostro sistema idroponico sotto una lampada ad alta pressione di sodio HPS, per una crescita veloce e rigogliosa.

Idroponica.net – Prodotti per idroponica

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23/01/2016

Prodotti per idroponica

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Coltivazione idroponica Guida

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11/09/2015

Coltivazione idroponica guida

Coltivazione idroponica

L’idroponica è un metodo di coltivazione di piante e in questo caso specifico un metodo per la coltivazione di cannabis in una soluzione d’acqua e nutrienti. Il metodo può essere utilizzato con l’aiuto o senza di un mezzo inerte come pietre, sabbia, ghiaia o legno; infatti per definizione le piante crescono senza terreno.

Vantaggi dell’idroponica

Come e perchè.

Nella coltivazione idroponica è inevitabile che le piante crescano bene quando si trovano nell’ambiente più adatto a loro, nel periodo giusto e nella quantità di terreno o qualsiasi altra materia di cui hanno bisogno. Infatti,quando vengono piantate in suolo è difficile ottenere un buon risultato. Questo perché il terreno è un ecosistema con i propri batteri, un proprio pH e quantità nutrienti. Perciò nella coltivazione idroponca,queste variabili vengono eliminate o ridotte al minimo. In questo caso,il pH, i livelli di nutrienti e la temperatura possono essere controllati facilmente.

Coltivazione idroponica

Scegliere il mezzo

Quando stai per iniziare la tua coltivazione idroponica la prima cosa da fare è decidere se utilizzare o meno un materiale inerte. Nel caso decidessi di usarlo dovrai decidere e procurarti la tipologia più adatta. Per questo motivo,per proteggere la pianta bisognerà successivamente pulire attentamente il materiale inerte.

Inerte o non inerte?

La coltivazione idroponica senza materiale inerte, conosciuta come Tecnica del film nutritivo, o NFT, è una forma di idroponica piuttosto utilizzata e prevede l’inserimento delle radici direttamente in una pellicola ricca d’acqua nutriente. I coltivatori usano tessuto o altri materiali per coprire le radici e non farle entrare a contatto con la luce diretta.

Nel caso decidessi di utilizzare nella coltivazione idroponica un materiale inerte ci sono diversi tipi tra cui puoi scegliere. Le scelte più comuni sono ghiaia o sabbia. Sono molto facili da trovare, ma difficili da pulire e non è possibile riusarli, un’altra possibile soluzione è Rockwool, cubi di OASIS e cocco. Le opzioni più popolari, rimangono comunque l’argilla espansa e la pietra lavica.

Entrambe le tipologie più comuni sono porose e hanno un pH neutro. Sono facilmente pulibili e possono essere riutilizzati. Entrambi sono ottime per quei sistemi di coltivazione idroponica che hanno una buona irrigazione;  a parte questo ognuna ha i propri vantaggi a seconda del sistema che viene utilizzato.

Pietra lavica e argilla espansa.

Le pietre laviche sono facili da trovare e sono relativamente economiche. Solitamente le puoi comprare in un negozio per arredamento da esterni in grandi quantità e si presentano come sassi molto porosi di color rosso. Mostrano le loro potenzialità in qualsiasi sistema che benefici della stabilità di un mezzo grande e pesante. Una oro caratteristica è quella di evitare che le radici delle piante più grandi possano aggrovigliarsi o danneggiarsi. Essendo un materiale largo può essere usato anche per ancorare degli altri oggetti.

 

Coltivazione idroponica

Per preparare le rocce laviche bisogna mantenerle a bagno per tre-cinque giorni, dopodiché devono essere sciacquate prima di poterle utilizzare e dopo l’uso devono essere pulite in maniera metodica. Alcuni coltivatori ritengono che sia più semplice comprare un nuovo sacco di pietra lavica piuttosto che lavarla.

Le pietre idriche sono piccolo a forma sferica e progettate a pellet, oltre a essere argillose. Mantengono e trasmettono in maniera efficace l’acqua. Le palline hanno tutte la stessa misura e sono facili da pulire. Questo materiale risponde bene alla maggior parte delle situazioni.

Molti le considerano come il materiale ideale per l’idroponica e il fatto che abbiano tutte la stessa misura da la possibilità all’acqua di poter andare in profondità e di far crescere le radici. Inoltre l’argilla respinge l’acqua, ma la superficie di queste piante è in grado di raccogliere piccole quantità d’acqua.

Per la loro preparazione bisogna sciacquarle, le alte temperature sterilizzeranno l’argilla, ma bisogna fare attenzione alla muffa che può nascere nei sacchetti. L’unico svantaggio di questo materiale è la difficoltà nel reperirlo.

Scegliere il contesto

Quando si inizia una coltivazione idroponica è importante organizzare la coltivazione in modo che soddisfi pienamente i tuoi bisogni. È possibile, anche se molto costoso, comprare un kit che contiene tutto quello di cui avrai bisogno. È più economico e personalizzato creare il proprio kit scegliendo i materiali e equipaggiamento di cui si ha bisogno.

Per molti il miglior modo per cominciare una coltivazione idroponica è quello di utilizzare un vaso per piantine. I vasi a maglia funzionano meglio. In seguito per aerare il sistema bisogna aggiungere una pompa d’aria  e una manichetta.
Le bolle d’aria faranno in modo che il materiale inerte possa rimanere umido e fornire i nutrienti di cui la pianta ha bisogno. Questo tipo di sistema è chiamato aeroponico.

Coltivazione idroponica

Altri tipi di sistemi sono quelli a goccia, a onda, cultura d’acqua e a stoppino. Ogni tipo di sistema ha bisogno di materiali specifici che spesso sono diversi tra loro. Gli spazi possono variare da una camera a un vassoio, un piccolo bacino idrico, una pompa sommergibile, un sistema di distribuzione e un sistema di luci. Bisogna poi pensare ad altri materiali per controllare la temperatura e il pH devono essere acquistati a seconda del tipo di sistema.

Preparare i materiali

Senza considerare i materiali di cui si ha bisogno per il sistema scelto, tutti i sistemi presentano una prima fase simile. I materiali devono essere sterilizzati per uccidere i batteri e questo viene fatto con alcol, acqua e perossido. Usare l’alcol e poi sciacquare con acqua calda e l’aggiunta di 35 grammi di perossido dovrebbe bastare per completare l’opera.

Dopo che I materiali sono stati sterilizzati possono essere preparati per essere utilizzati nel sistema specifico. Assicurati di seguire le istruzioni alla lettera e dopo che hai preparato la coltivazione è ora di posizionare le piantine.

Mantenimento del sistema

Quando il sistema è pronto e hai posizionato le piante inizia il lavoro vero e proprio. Senza considerare la tipologia di sistema ci sono cose che devono essere fatte quotidianamente o settimanalmente. Testare il pH, sterilizzare l’equipaggiamento, ispezionare le piante e altri compiti che devono essere eseguiti regolarmente.

coltivazione idroponica

Le piante devono essere controllate quotidianamente, il pH deve essere verificato e l’equipaggiamento per queste verifiche deve essere sterilizzato prima e dopo l’utilizzo. Settimanalmente bisognerebbe cambiare la soluzione di nutrienti e quando si effettua questo tipo di manutenzione bisogna pulire anche le pompe, i filtri, le manichette, i colini e tutto il resto dell’equipaggiamento.

L’importanza del pH

Una delle parti più importante del sistema idroponico è la capacità di controllare il livello di pH. Per alcuni questo significa determinare un numero specifico. Comunque alcune ricerche hanno mostrato che è importante cercare di rimanere all’interno di due livelli di pH.

La disponibilità di nutrienti è migliore quando il pH è leggermente acido e questo è il motivo per cui bisognerebbe cercare di mantenere un livello tra i 5.5 e i 5.8. Sfortunatamente è piuttosto difficile mantenere questo genere di livello. Il miglio metodo d’identificazione e alterazione il pH è quello di monitorare quotidianamente e cambiare la soluzione settimanalmente. Nel caso ti sentisti sicuro delle tue capacità puoi cambiare la soluzione anche più spesso.

Coltivazione idroponica

La coltura idroponica potrebbe risultare complessa, ma vale la pena provarla. In realtà è molto più semplice di quello che sembra. Teoricamente questa guida dovrebbe esserti utile per preparare e mantenere il tuo sistema idroponico.

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